Paolo Silvagni: serve un’Unione europea sovrana e federale

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Di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche e alle difficoltà dell’Unione europea nel rafforzare la propria capacità decisionale, una nuova campagna lanciata sui principali quotidiani italiani invita a riaprire il dibattito sul futuro dell’integrazione europea. Euractiv Italia ha intervistato Paolo Silvagni, promotore dell’iniziativa “Sveglia Europa”, che chiede un salto di qualità verso un’Unione realmente sovrana, democratica e federale.

Perché avete lanciato la campagna “Sveglia Europa”?

Perché negli ultimi anni, nonostante noi siamo culturalmente e anche politicamente molto amanti dell’idea dell’Europa unita, abbiamo visto che il processo di integrazione europea sta un po’ deragliando verso delle situazioni che non riteniamo opportune, alla luce sia degli sviluppi interni all’Europa, ma anche purtroppo a tutto quello che sta succedendo nel mondo intorno a noi. Questo processo corre oggi un serio rischio di deragliare e persino se qualora si dovesse manifestare lo scenario peggiore di morire, e questo sarebbe a nostro parere una catastrofe per tutti.

Da qui il progetto “Sveglia Europa” che nel nostro piccolo o piccolissimo, vorrebbe un po’ fungere da pungolo per l’opinione pubblica, ma anche per le persone che attualmente occupano posizioni di potere, per cercare di correggere la rotta nel limite del possibile. Per riportare l’Europa sui giusti binari, che portino alla pace e alla prosperità per tutti, mentre al momento vediamo una situazione un po’ troppo caotica.

Qual è il vostro obiettivo? Cosa vorreste dalla classe politica, dall’opinione pubblica in concreto, come decisioni da realizzare per riportare l’integrazione europea sulla giusta via?

Il nostro slogan si può riassumere in due parole: “UE sovrana”. Faccio un breve excursus per ricollegarmi a qualcosa di cui si è molto discusso negli ultimi giorni, la pubblicazione negli Stati Uniti della National Security Strategy di Donald Trump. Un documento che è stato preso molto negativamente qui da noi in Europa, mentre a nostro parere doveva essere preso come uno stimolo a fare le cose giuste e non con un senso di vittimismo. All’interno di quel documento c’è una frase che mi ha colpito molto. Dice che il futuro non è delle organizzazioni sovranazionali, ma è e continuerà ad essere degli Stati sovrani. Ecco, credo che quella frase dovrebbe essere letta da noi in Europa come uno stimolo per far sì che l’Unione europea non sia più solo un’organizzazione sovranazionale, ma diventi una entità sovrana, federale, indipendente, che possa interagire con le altre entità in tutto il mondo. Per l’interesse dell’Europa e degli europei. Questo è il vero obiettivo da raggiungere.

Ma cosa dovrebbe fare oggi l’Europa per diventare una vera entità sovrana?

Deve fare degli aggiustamenti molto importanti. Il primo è la questione del livello di democrazia delle istituzioni europee. Negli ultimi 12 mesi abbiamo visto le provocazioni non solamente di questa National Security strategy, ma anche del discorso del vicepresidente americano J.D. Vance, che è venuto a Monaco, in Germania, e ha lamentato un deficit di democrazia nelle istituzioni europee. Noi siamo tutti d’accordo che a livello degli Stati membri abbiamo un buon livello di democrazia. Però per quanto riguarda le Istituzioni europee, noi eleggiamo solamente il Parlamento, che purtroppo ad oggi non ha pieni poteri legislativi, perché chi inizia le legislazioni europee è la Commissione UE.

Quello che noi in “Sveglia Europa” crediamo sia la madre di tutte le riforme oggi è organizzare una elezione diretta quantomeno del presidente della Commissione europea, ma poi in definitiva di tutta la Commissione, in modo che chi sta al vertice dell’Europa possa essere una persona che ha non solamente prestigio, curriculum, il voto della maggioranza del Parlamento europeo, ma anche una piena legittimità elettorale di tutti i popoli d’Europa che votano il Presidente con un’unica scheda elettorale, uguale in tutti i Paesi europei.

La vostra campagna si articola solo in Italia o anche a livello europeo negli altri paesi?

Per il momento l’abbiamo articolata in Italia, però abbiamo già registrato i marchi non solamente come Sveglia Europa, ma anche come Wake up Europe in inglese, come Reveillez l’Europe in francese e anche in tedesco e altre lingue, quindi sicuramente non escludiamo sorprese nel prossimo futuro.

Perché è un imprenditore come lei e non invece i partiti politici europei ad avere il coraggio di lanciare un’iniziativa di questo genere?

Perché un imprenditore è una persona che interagisce con la vera realtà delle persone che lavorano tutti i giorni. E non solamente a livello locale, ma anche a livello internazionale. Quindi un imprenditore è una persona che vede di prima mano quelli che sono i reali problemi delle persone e delle imprese. Quindi credo che abbia non solamente il diritto ma probabilmente anche il dovere di comunicare qual è la sua opinione sui problemi che ci sono e sulle soluzioni che dovrebbero essere adottate. Anche per tutte le persone impegnate nei partiti politici e nelle istituzioni la giornata è fatta di 24 ore. Magari proprio perché sono già impegnati nelle istituzioni e nei partiti politici, non hanno il tempo materiale per vedere quelli che sono i trend del mondo reale.

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