Dazi e situazione globale

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by admin

Dopo l’insediamento l’America di Trump ha voluto imporre dei dazi a tutte le nazioni per riequilibrare la sua bilancia commerciale, per la l’UE aveva ipotizzato un dazio del 15%. La commissione Europea aveva studiato una contromossa con un pacchetto fantomatico di 90 miliardi nei confronti delle merci americane. Vi è stato un vertice bilaterale in Scozia praticamente a senso unico, il pacchetto della contromossa Europea si è dissolto. Si è accettata senza nessuna obiezione la richiesta dell’America di un dazio del 15% su tutte le merci Europee che vanno in America. La proposta di Sveglia Europa era mettere un dazio su tutte le merci relative ad aziende Americane che non provenivano dall’America.

L’insediamento di Trump è avvenuto il 20 gennaio 2025, il dollaro quotava contro euro 1.035. Ora quota 1.165 con una svalutazione contro euro dell’11%: L’aumento dei prezzi per inflazione è del 3%. Significa che le merci Europee che vanno in America subiranno un aumento del 29%. Il deprezzamento del dollaro porta anche ad un secondo problema: le calzature che vengono importate dai Paesi asiatici le cui valute sono ancorate al dollaro, saranno ancora più competitive rispetto a quelle Europee, senza contare il fatto che in quelle nazioni si attuano vere e proprie pratiche di concorrenza sleale, anche sotto forma di incentivi statali alle esportazioni. È quindi necessario che anche l’Unione Europea applichi dei dazi considerevoli verso quelle nazioni asiatiche che da più di 20 anni mettono in difficoltà le produzioni italiane ed europee. Ora la globalizzazione è finita.

Gli imprenditori da decenni hanno già testato tutti i mercati dove era possibile vendere i prodotti, un bravo imprenditore è sempre capace di sfruttare tutte le opportunità che offre il mercato, non è necessario che ce lo dica il governo. Purtroppo, però, nella situazione attuale è impossibile pretendere di inventarsi nuovi mercati emergenti che non esistono, a meno che qualcuno pensi che sia possibile andare a vendere su Marte. Inutile parlare adesso delle conseguenze dei dazi, solo chi non capisce di commercio, ad esempio i politici, possono farlo il giorno dopo. Le conseguenze si vedranno dopo un paio di anni quando si sarà riequilibrata la situazione mondiale, per l’Europa può essere una situazione amara.

 

Le Istituzioni mondiali ora valgono ben poco, prevalgono le tre superpotenze, America, Russia, Cina. L’Europa poteva esserlo, ma ora sta evaporando, è stata concepita in modo sbagliato, deve essere rifondata. Deve nascere una Federazione di Stati con chi crede veramente ad un’Europa unita, un Presidente della Commissione Europea eletto dal popolo dando sovranità al Parlamento Europeo. In questo momento un esercito comune europeo, un debito comune europeo sono irrealizzabili. Ora prevale la politica nazionale, nessun parlamentare si vuol mettere in gioco solo in Europa. In un’Europa federale e con un solo parlamento tanti parlamentari perderebbero il posto, forse è meglio il proprio orticello nazionale.

Per la guerra in corso provocata dalla Russia contro l’Ucraina, sia l’America che la UE hanno deciso di aiutare l’Ucraina mandando delle armi ma senza poter colpire in profondità il territorio russo. La guerra può solo finire con la distruzione e la capitolazione dell’Ucraina. Per decisione di Trump, ora, queste armi le devono comprare i paesi Europei dall’America e pagarle, poi darle all’Ucraina. C’è stato un vertice in Alaska tra Trump e Putin, secondo la UE si doveva parlare di un cessate il fuoco, ma ciò non è avvenuto. Forse lo scopo delle due superpotenze era trattare la spartizione dell’Artico e delle terre rare. La guerra in Ucraina può continuare, l’America vende armi, la Russia sostiene già un’economia di guerra, ma vende il petrolio e il gas a nazioni che a loro volta lo rivendono alla UE e all’America, quindi stiamo finanziando noi la guerra. Con i dazi, la svalutazione del dollaro, la spesa in armamenti, lo scopo forse è di far disgregare la UE attuale.

L’Europa in questo momento è in crisi e la crescita del PIL è pari a zero, sono le conseguenze della guerra in Ucraina e il blocco del mar Rosso, impossibile in questa situazione crescere. Alcune nazioni Europee hanno capito che spetta loro risolvere il problema Ucraina, sono nati i volenterosi, l’Italia non si sa se fa parte di essi. Al vertice dei volenterosi con Trump partecipava il Presidente del Consiglio Italiano che sedeva alla sinistra del presidente Americano, non si sa con quali intenzioni. Purtroppo in questo momento i governi cambiano idea dalla sera alla mattina.  La decisione del governo italiano era di non sporcarsi gli scarponi fuori dal territorio italiano. L’Italia attualmente ha più di 8.000 militari e centinaia di mezzi corazzati in missioni sparse per il mondo. La situazione in Ucraina, in questo momento, è molto complicata e se prevarrà la Russia l’avremo ai nostri confini. Non si sa se il suo obbiettivo è ricostruire il vecchio impero. Gli Stati Uniti e la UE, cosa intendono fare?  In questo momento un vicepremier se vuol fare anche il leader del proprio partito non può mischiare i due ruoli. Va rispettato un presidente di un’altra nazione Europea alleata.

 

 

 

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